Non sono quelle del piccolo gran pavese
ritagliate da Hansel e Gretel
per salutare i genitori tornati
dopo un viaggio in costa azzurra d'estate,
non sono le mille e mille preghiere
che sventolano in lunghi filari
sulle cime dei monti toscani
per portare i nostri desideri chissà dove,
non sono le bandiere dell'alba
che fremono alle prime sferzate gelate,
e non quelle di cento vascelli
contrarie alla scia e ai delfini suoi fratelli,
né i centri da tavolo di varie nazioni
che ci guardano attraverso candele
brindare a un capodanno nei Grigioni
in un albergo di cristallo
sepolto di neve.

Le mie bandierine mio povero amico
sono le ore che mai tornano uguali,
sono i tuoi sguardi che nessuno raccoglie
le sere d'estate e i minuti d'amore
troppo brevi nei nostri maglioni,
sono le barche di sabbia
che dovevano portarci lontano,
sono i sogni dimenticati
i flutti che ci bagnano i piedi
nei pomeriggi dorati,
sono le nostre insonnie da cullare
la mia intelligenza bestiaccia
che rimane lì a guardare,
sono questi ed altri anni
settembre ai suoi ultimi giorni
e il mio compleanno,
sono un cielo e un carnevale trascorso
i botti di una notte
di ferragosto.


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